InicioCulturaLa luce vince l'ombra

La luce vince l'ombra

Date:

Del autor

La expulsión de los jesuitas: Antecedentes y consecuencias

-Por Emilio Acosta Ramos Un tema que genera debate es...

Gracias a Alejandro Toledo, el globalismo se infiltró en el Perú

-Por Mar Mounier 'Gracias' a Alejandro Toledo, el globalismo se...

La camiseta de la Sampdoria

Habida cuenta de que en su momento hablamos de...

Fernando VII y la Constitución (conservadores vs liberales)

-Por Emilio Acosta Ramos, de Venezuela Provincial (*) Un mantra...

Firenze, 30 luglio 2015.
La luce vince l’ombra|gli Uffizi a Casal di Principe è una mostra che polarizza l’attenzione sulla pittura del Seicento, artisti napoletani o a Napoli legati, linguisticamente affascinati dall’espressione di Caravaggio, poi con delle incursioni contemporanee, allo scopo di valorizzare opere oggi custodite a Napoli e a Firenze.
Questa è un’occasione per dimostrare una volontà concreta di recupero civico, attraverso una mostra fortemente politica, che vuole rendere un servizio di incoraggiamento ad investire in un territorio in grado di reagire con capacità e sapienza, senza retorica e senza aspettare favori o vacua mondana solidarietà.
Questo progetto di produzione culturale vuole agire anche come modello di relazioni istituzionali tra la comunità e i protagonisti di sponsor tecnici, verso un crowdfunding sociale, dove ogni partecipante sostenitore è eticamente e civicamente responsabile e accetta di fare parte di una rete economica dedicata alla cultura «sul confine». Quindi, adesso non basta sostenere il contrasto giudiziario contro la camorra, né può essere sufficiente la protesta contro lo spreco di territorio, contro le discariche della camorra nella «terra dei fuochi», senza che si affianchi a questo la quotidiana opera di costruzione di un’alternativa sociale ed economica di progresso. Responsabilità, rinascimento e rinascita sono le parole chiave di un programma più ampio di coesione sociale e civica sui temi del lavoro e della legalità, tenendo uniti i valori della sostenibilità e della trasparenza, con la valorizzazione delle buone prassi e la custodia dei talenti.
Così nasce un progetto, come questo, qui a Casal di Principe. Restituendo al luogo il Genio, l’opportunità di ricevere opere di bene e non solo corone di fiori e candele per i morti ammazzati, per gli emigrati e per gli esuli, perché sono, siamo, contro quei visitatori occasionali di questa terra per il solo gusto di farsi una fotografia con i parenti delle vittime.
Tutti i musei, le Istituzioni, le Università, le associazioni, il sindacato, le imprese perbene che stanno sostenendo questa sfida e che credono in un’utopia molto molto concreta, ambiscono a dare la possibilità di essere felici, trasformando – almeno un poco – questa terra in un posto senza ombra, senza tramonto, senza paura.
Le opere pittoriche scelte dai curatori sono perfetto esempio di rivoluzione, recupero attraverso l’arte e la storia del senso profondo del termine «partigiano».
Poi, infine, tutto lo stupore per aver trovato due schegge perfette per aprire e chiudere questo primo discorso per la democrazia: una «Mater Matuta» di Capua e «Fate presto» di Andy Warhol dalla collezione Terrae Motus nella Reggia di Caserta.
Enti promotori: Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Galleria Nazionale degli Uffizi, Il Museo Nazionale di Capodimonte, La Reggia di Caserta, Museo Campano di Capua, Comune di Casal di Principe. Progettazione: R_Rinascita per Casal di Principe a cura di Alessandro de Lisi e Giacinto Palladino. Cura: Antonio Natali e Fabrizio Vona.
Félix José Hernández.

Subscribe

- Never miss a story with notifications

- Gain full access to our premium content

- Browse free from up to 5 devices at once

Firmas

Deja un comentario